Carosello

Il famoso “Carosello”, con i suoi spot pubblicitari ha impegnato diversi illustratori. Anche Mariapia si è distinta in questo campo creando per la Casa Bertolini la famosa “Mariarosa” che per la gioia dei bambini risolveva ogni tipo di problema…..
http://

 

Poi qui sotto altri Caroselli di altre pubblicità…..

http://www.youtube.com/watch?v=BlM–m-AELY&feature=share&list=PLCF8C2E5569DD0B58

 

Per questo sopra bisogna cliccare sul collegamento (chi lo ha messo su Youtube non ha permesso il colegamento diretto) sembra essere il primo della serie.

 

 

 

 

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Prova pps

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presepe (san Francesco)

 

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Memmo scontento

Autunno, foto e poesie

FOGLIE GIALLE  (Trilussa) 

  • Ma dove ve ne andate,
  • povere foglie gialle,
  • come tante farfalle
  • spensierate?
  • Venite da lontano
  • o da vicino?
  • Da un bosco
  • o da un giardino?
  • E non sentite la malinconia
  • del vento stesso
  • che vi porta via?

AUTUNNO (anonimo) 

Cadono le foglie spinte dal vento
le guarda il bambino ed è contento
Di questo ballo improvvisato
Che le adagia piano sul prato.
Corre il bambino e le raccoglie
Può finalmente toccare le foglie
Gialle rossicce ed arancione
Sono i colori di questa stagione.
Ecco l’autunno è ritornato!
Lo dicono le foglie, gli alberi, il prato.

Colori d’autunno (anonimo) 

Autunno, autunno mio,
all’estate diamo addio!
Rosse come il sangue
son le ultime foglie
e gialle come il sole.
Splendono nei giardini
dalie e crisantemi:
colori vivi e lieti per darci il tuo saluto.
Anche nei prati ti vediamo arrivare,
con scintille di luci chiare.

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Foglie d’autunno (anonimo) 

Quelle matte, matte foglie,
brune, rosse, verdi, gialle,
che disegnano nell’ aria
le figure più bizzarre,
per terra sono cadute,
ma senza farsi male. Se taci, le puoi ascoltare :
sotto la pioggerella
canticchiano una canzone,
imparata dagli uccelli
nella bella stagione.

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  • Autunno (M.Moretti) 
  • Il cielo ride un suo riso turchino
  • benché senta l’inverno ormai vicino.
  • Il bosco scherza con le foglie gialle
  • benché l’inverno senta ormai alle spalle.
  • Ciancia il ruscel col rispecchiato cielo,
  • benché senta nell’onda il primo gelo.
  • é sorto a piè di un pioppo ossuto e lungo
  • un fiore strano, un fiore a ombrello,un fungo.
  • Giardini pubblici-nov-2012 (5)-600x800

Autunno (G. Rodari)

Il fieno è falciato
il cacciatore ha sparato,
l’autunno è inaugurato:
Il grillo si è murato
nella tomba in mezzo al prato.

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  • Mattino d’autunno (G.Lorca)
  •  
  • Che dolcezza infantile
  • nella mattinata tranquilla!
  • C’è il sole tra le foglie gialle
  • e i ragni tendono fra i rami
  • le loro strade di seta.
  • Giardini pubblici-nov-2012 (8)-800x600
    Foto scattate il 7 Novembre  2012, in uno splendido pomeriggio nei giardini pubblici vicino casa.

Jolanda Colombini Monti

Ero partito con la presentazione del “Clan Mariapia” perchè con altre persone sono appassionato di questi Libri per bambini degli anni 40′. Ma non si può ricordare Mariapia Franzoni Tomba senza ricordare Jolanda Colombini Monti. Questo binomio Mariapia/Colombini la prima illustratrice, la seconda poetessa, è durato almeno un ventennio e i libri editi dalla “Edizioni Piccoli Milano” sono più di 200.

Questa è la motivazione con cui il comune di Milano la ricorda al “Famedio” con altri artisti che hanno reso celebre la città.

Jolanda Colombini Monti 24/12/1911—30/3/2003 

Per un quarto di secolo è stata la scrittrice d’infanzia più letta in Italia: con i suoi 200 libri in rima, illustrati e tradotti in inglese, francese, tedesco, spagnolo e portoghese, Jolanda Colombini Monti, la “Mamma Serena” dei bambini nati tra il dopoguerra e gli anni Sessanta, ha regalato poesia, sogni ed emozioni ai piccoli di tutto il mondo. Da “Viaggio nel regno degli animali” a “Vacanze in America”, da “L’arca di Noè” a “Bimbi di Roma antica”, le sue pagine, capolavori di fantasia scritti di notte e nel tempo libero, hanno aiutato generazioni di genitori a educare i figli, avvicinandoli con la semplicità di un sorriso al sapere delle scienze, della geografia, della storia e dello sport. “Dovevo far conoscere anche ai bimbi di città, costretti a vivere lontani dalla natura – spiegava Jolanda Colombini Monti – quelle sensazioni di poetico mistero che avevo provato io nella mia infanzia in campagna. Vorrei che il ricordo di questo periodo della vita fosse bello per tutti come lo è per me”. Nata a Milano nel 1911, per 30 anni segretaria di direzione presso la Montecatini, ha affiancato all’impiego aziendale una brillante attività artistica e culturale: poetessa, commediografa, giornalista, autrice di testi per canzoni e caroselli, ha collaborato per riviste aziendali e per pubblicazioni rivolte ai giovanissimi, come Mamme e bimbi, Modellina, il Corriere dei Piccoli. È stata tra i fondatori dell’Associazione nazionale cinema educativo nel 1952, e ha fatto parte più volte della giuria del Festival di Venezia nella sezione film per ragazzi. Con lo pseudonimo di Mini da Nervi, negli anni Settanta e Ottanta si è dedicata alla pittura: i suoi quadri,

fantasiosi arabeschi, hanno ottenuto sempre un grande successo di critica e di pubblico. Il valore prezioso della sua opera, testimoniato dal Premio della Cultura conferitole nel 1959 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha trovato conferma nella mostra allestita a Palazzo Sormani dal Comune di Milano nel 1984. In quell’occasione, il direttore della Libreria per i ragazzi, Roberto Denti, scrisse di lei: “Jolanda Colombini Monti trova un suo spazio nella storia della letteratura per l’infanzia, ma soprattutto rimane nella storia personale di bambini che hanno avuto la gioia di godere dei suoi versi così

semplici e così poetici”.

In questa rara fotografia gentilmente mandataci dalla figlia Edy Colombini, c’è  Jolanda Colombini al centro con il foulard e a destra Mariapia Franzoni a destra con il costume a fiori, in uno dei pochi momenti di relax al mare.

Queste notizie sono state  reperite al sito: https://sites.google.com/site/clanmariapia/home/jolanda-colombini-monti

 

Sorprese di agosto

Non era previsto il solito mercatino dell’usato in quest’ultima domenica assolata d’Agosto, invece una decina di espositori incalliti sono venuti.
Non era previsto nemmeno che io facessi un giro in centro, e invece ci sono andato.
Sull’unica bancarella che vendeva libri usati e normalmente aveva solo libri, vedo 4 vecchi 78 giri e accanto un vecchio libro, dato che era rilegato con una vecchia carta pure lei un pò strappata, sono stato costretto a prenderlo tra le mani per vedere di cosa trattava.
Era lo spartito per pianoforte della Boheme di Giacomo Puccini, stampato dalla G Ricordi & C. nel 1898.

La cosa non mi entusiasmava per niente, visto che se è pur vero che i pezzi d’opera mi piacciono, ma di spartiti musicali non ne capisco niente anche se non so perchè mi fa sempre un certo effetto vedere un pentagramma con le note.
Ho dato anche un’occhiatina ai 78 giri, uno di Claudio Villa, uno di Giacomo Rondinella e gli altri di cantanti e canzoni che nemmeno conoscevo.
Chiesi il prezzo 1 € cadauno, avevo già rimesso tutto quanto sul mucchio di libri, quando, io la chiamo l’anima del frequentatore di mercatini, si ribella, non si può tornare a casa senza aver comprato almeno qualcosa, fosse anche qualcosa dal costo di un misero euro.
Dello spartito voleva 2 €, mi faccio mettere tutto in un sacchetto pago e torno a casa.

A casa tolgo la vecchia rilegatura e già la copertina mi fa un certo effetto, su un fondo grigio-perla risalta la stampa in caratteri dorati e impressi.

Ma la sorpresa sta nella prima pagina, c’è la foto di un Puccini giovane con sotto la firma stampata ma subito a fianco la stessa firma secondo me fatta con matita copiativa (noi ce la ricordiamo ma i giovani non sapranno nemmeno cosa è ) e si mi dico, questa è proprio la firma autografa del maestro non c’è nessun dubbio. L’unico neo è che la pagina si era strappata a metà e per aggiustarla hanno usato il nastro adesivo che con il tempo è ingiallito ma daltronde non si può avere tutto dalla vita bisogna accontentarsi.

Giacomo Antonio Domenico Michele Secondo Maria Puccini (Lucca, 22 dicembre 1858 – Bruxelles, 29 novembre 1924).
L’orchestrazione della partitura della Boheme fu completata nel dicembre 1895.
Meno di due mesi dopo, il 1º febbraio 1896, La bohème fu rappresentata per la prima volta al Teatro Regio di Torino, diretta dal ventinovenne maestro Arturo Toscanini.

Facendo due conti la foto del maestro è di quando non aveva neppure 40 anni, la prima edizione della partitura è del 1896, questa è la seconda edizione (Con aggiunte dell’autore) è del 1898, a mano sulla seconda pagina ci sta a matita un nome e cognome (di donna) e in penna l’indirizzo milanese dietro la scritta “Ricevuto in dono da Dino il 9 Luglio 1930” la scrittura è la stessa del nome, pertanto non è difficile dedurre che non è lei la prima proprietaria del libro Il modo con cui stata apposta la firma originale accanto a quella stampata (sono praticamente identiche) denota che è stata fatta seduto a una scrivania, forse per una persona che conosceva? che frequentava il maestro? Poi appunto passata di mano quando il Maestro era già deceduto.

Poi come spesso succede, le cose finiscono in cantina e da li, quando non vanno in discarica, li si rivede al mercatino dell’usato. E in questi mercatini ci stanno due tipi di persone,quelle competenti, che fanno pagare anche più del valore dell’oggetto e le incompetenti che non sanno nemmeno cosa stanno vendendo e allora puoi fare il piccolo affare (come mi era già successo per i due disegni originali di Mariapia).

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