Orsi Italo – Cercasi Informazioni

Ora quando si compra un libro di norma sui risvolti della sopracopertina leggiamo il curriculum degli autori, una volta non era così, se andava bene si trovava; testi di: Tizio, illustrazioni di: Caio e a volte nemmeno questo.

In questo caso sono alla ricerca di qualche informazione su Italo Orsi (1889/1947).  

Illustratore di cartoline, libri scolastici, libri per ragazzi e manifesti pubblicitari che firmava semplicemente “Orsi”.

L’appello è rivolto particolarmente a qualche parente o qualche appassionato di illustratori che sappia qualcosa in più, mi basterebbe sapere la città di nascita e l’anno (perchè non sono certo nemmeno di quello) e poi saprei come continuare la ricerca.

E’ un vero peccato che di chi ha fatto dei disegni così belli non si sappia niente; basta vedere i quattro disegni  di capuccetto rosso e la loro morbidezza per rendersi conto della bravura dell’artista.

Nel catalogo Bolaffi degli illustratori (1995) ci sta scritto: I.Orsi manifesto …… (collezione privata), tutto qui.

E in internet due misere notizie su questi siti:

http://www.aurorapen.it/italian/collezionisti.php?subpage_id=216

http://manifestostorico.xoom.it/Orsi.htm

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Sorprese di agosto

Non era previsto il solito mercatino dell’usato in quest’ultima domenica assolata d’Agosto, invece una decina di espositori incalliti sono venuti.
Non era previsto nemmeno che io facessi un giro in centro, e invece ci sono andato.
Sull’unica bancarella che vendeva libri usati e normalmente aveva solo libri, vedo 4 vecchi 78 giri e accanto un vecchio libro, dato che era rilegato con una vecchia carta pure lei un pò strappata, sono stato costretto a prenderlo tra le mani per vedere di cosa trattava.
Era lo spartito per pianoforte della Boheme di Giacomo Puccini, stampato dalla G Ricordi & C. nel 1898.

La cosa non mi entusiasmava per niente, visto che se è pur vero che i pezzi d’opera mi piacciono, ma di spartiti musicali non ne capisco niente anche se non so perchè mi fa sempre un certo effetto vedere un pentagramma con le note.
Ho dato anche un’occhiatina ai 78 giri, uno di Claudio Villa, uno di Giacomo Rondinella e gli altri di cantanti e canzoni che nemmeno conoscevo.
Chiesi il prezzo 1 € cadauno, avevo già rimesso tutto quanto sul mucchio di libri, quando, io la chiamo l’anima del frequentatore di mercatini, si ribella, non si può tornare a casa senza aver comprato almeno qualcosa, fosse anche qualcosa dal costo di un misero euro.
Dello spartito voleva 2 €, mi faccio mettere tutto in un sacchetto pago e torno a casa.

A casa tolgo la vecchia rilegatura e già la copertina mi fa un certo effetto, su un fondo grigio-perla risalta la stampa in caratteri dorati e impressi.

Ma la sorpresa sta nella prima pagina, c’è la foto di un Puccini giovane con sotto la firma stampata ma subito a fianco la stessa firma secondo me fatta con matita copiativa (noi ce la ricordiamo ma i giovani non sapranno nemmeno cosa è ) e si mi dico, questa è proprio la firma autografa del maestro non c’è nessun dubbio. L’unico neo è che la pagina si era strappata a metà e per aggiustarla hanno usato il nastro adesivo che con il tempo è ingiallito ma daltronde non si può avere tutto dalla vita bisogna accontentarsi.

Giacomo Antonio Domenico Michele Secondo Maria Puccini (Lucca, 22 dicembre 1858 – Bruxelles, 29 novembre 1924).
L’orchestrazione della partitura della Boheme fu completata nel dicembre 1895.
Meno di due mesi dopo, il 1º febbraio 1896, La bohème fu rappresentata per la prima volta al Teatro Regio di Torino, diretta dal ventinovenne maestro Arturo Toscanini.

Facendo due conti la foto del maestro è di quando non aveva neppure 40 anni, la prima edizione della partitura è del 1896, questa è la seconda edizione (Con aggiunte dell’autore) è del 1898, a mano sulla seconda pagina ci sta a matita un nome e cognome (di donna) e in penna l’indirizzo milanese dietro la scritta “Ricevuto in dono da Dino il 9 Luglio 1930” la scrittura è la stessa del nome, pertanto non è difficile dedurre che non è lei la prima proprietaria del libro Il modo con cui stata apposta la firma originale accanto a quella stampata (sono praticamente identiche) denota che è stata fatta seduto a una scrivania, forse per una persona che conosceva? che frequentava il maestro? Poi appunto passata di mano quando il Maestro era già deceduto.

Poi come spesso succede, le cose finiscono in cantina e da li, quando non vanno in discarica, li si rivede al mercatino dell’usato. E in questi mercatini ci stanno due tipi di persone,quelle competenti, che fanno pagare anche più del valore dell’oggetto e le incompetenti che non sanno nemmeno cosa stanno vendendo e allora puoi fare il piccolo affare (come mi era già successo per i due disegni originali di Mariapia).