Aldo Neri-Acquerelli (in plein air)

Gli Acquerelli (in plein air)

I primi acquerelli che si conoscono di Neri sono del periodo di prigionia,  illustrano come cartoline i posti del suo forzato soggiorno.

Gli acquerelli poi diventano dagli anni 60’ al 1999  i lavori che Neri fa tra il mese di Luglio e Agosto  durante il periodo di vacanze nella sua terra natia alla periferia di Livorno.

Di buon mattino sale per le collinette o paesini nei dintorni e armato di pennello, colori e tanta acqua dipinge ciò che la natura in quel momento gli propone, “Strada per Castiglioncello”, “Villa a Montenero”, “Nei dintorni di Bibbona” ecc. sono alcuni titoli dati a questi acquerelli, oppure “Colle e mare grigi”, “Temporale imminente”, “Cielo bianco”, “Libecciata”, dove non è difficile immaginare il momento catturato e messo sulla carta con abili colpi di pennello.

Nell’estate del 1996 con la famiglia lo raggiungo e così passiamo una settimana insieme e posso vedere di persona come nascono questi acquerelli che vedevo solo nel suo studio.

I filmati che seguono sono il resoconto di una mattinata passata insieme.

Partiti alle 7 dall’albergo, abbiamo raggiunto dopo una mezzoretta la località che il maestro preferiva, la mattinata era fresca il sole ancora dietro una coltre di nubi, la quiete era sovrana e solo il rumore degli automezzi che sfrecciavano sulla statale sottostante rompeva il silenzio, ma sopra il tutto (se alzate il volume) era il cinguettare degli uccellini a farla da padrone.

Due sono gli acquerelli fatti in quella mattinata, poi verso le 11 con il sole che cominciava a farsi sentire siamo tornati all’albergo.

 

Riporto qui un piccolo sonetto sempre dell’amico Franco Poerio, è una introduzione al libro “Aldo Neri, Acquerelli 1965/1983” del 1984.

TERRA DI LIVORNO

Qui son le colline fra Livorno e il mare

che lontano traspare

e s’intravede appena fra gli ulivi.

Di là comincia la pietraia secca

di Lunigiana,

terra di marmorai e di pastori;

terra di “beceri” che furono amati

da Lorenzo e Ceccardo…

Qui vennero Tommasi, Bartolena e Plinio

con il grande “maestro”

a trovar motivo per le loro macchie.

Qui anche tu d’estate

ti rechi, o Aldo, a conversare con quelli:

tu, l’ultimo dei figli

della feconda nidiata di Fattori!

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