Aldo Neri (capitolo 3)

Capitolo 3 (Il rientro in Italia)

Torna in Italia, nella sua Livorno nel ’47. La città non era stata risparmiata dai bombardamenti e la vita non e facile, si ritrova con altri artisti e nel 1948 con Voltolino Fontani, Angiolo Sirio Pellegrini (pittori), Marcello Landi e Guido Favati (poeti) mette le basi per il movimento dell’EAISMO (Era Atomica +ismo), il cui fondamento teorico era l’adeguamento della poetica ad una realtà storica tragicamente abbacinata dalla bomba atomica di Hiroshima. La mostra alla casa di Dante a Firenze nel 1949 costituisce il culmine espressivo di questo movimento che si sfalda subito dopo a conclusione di una vita breve ma intensa.

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Si noti in queste due rarissime foto dell’epoca, fatte alla 1° Mostra Eaista alla casa di Dante a Firenze, che i soggetti della pittura del Neri erano già consolidati nella sua mente e che riprenderà più avanti, mentre  negli anni 60′ torna all’impressionismo con tendenze postmacchiaiole, molto probabilmente il mercato di allora ancora tendeva a non recepire altri tipi di pittura.

Nei primissimi anni 50’ Neri sale a Busto Arsizio dove già risiedono da tempo i suoi parenti sfollati. Vive in un appartamento in Corso Matteotti; dalla sua finestra vede i tetti e i comignoli del centro, ai suoi occhi le cose più belle di una città molto diversa dalla sua natura.

Apre una piccola galleria in Via Fratelli d’Italia; l’esperimento dura quattro anni, dal ’53 al ’57. Ospita anche mostre importanti; ma i “bustocchi” se vogliono spendere lo fanno nella grande Milano secondo un tipico sfizio provinciale e alla piccola galleria d’avanguardia conviene chiudere. 

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Paesaggio (1964)

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Casolare a Montenero (1963)

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Cocci e Bricchi (1963)

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Conchiglie (1962)

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Pagliaccio (1965)

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Pagliaccio (1966)

Pur continuando a dipingere, suoi questi quadri degli anni 60’, lavora come ragioniere per sette anni, fino a quando i numeri non gli vengono a noia e lui decide che è meglio rischiare qualcosa ma fare il pittore. Nel ’63 aveva ripreso a far mostre; intensifica la sua produzione artistica. Nel ’69, dopo importanti mostre a Milano e a Livorno, per meriti artistici gli viene assegnata la cattedra di Ornato presso il  Liceo Artistico Statale di Busto Arsizio (ex Brera). L’insegnamento è un’esperienza che lo mette continuamente a contatto con la linfa della gioventù, la stessa che l’ha attraversato per tutta la vita. 

Lascia agli allievi quella libertà che loro usano per trasmettere al maestro  quella carica per sentirsi necessario, e continuare a lavorare.

E’ utile qui ricordare un po’ il tipo di  cultura del maestro che spaziava in quasi tutti i campi del sapere.

Va da se che il Teatro era la sua più forte passione, visto i parecchi quadri che avevano per soggetto scene teatrali (sempre alla sua maniera però), la letteratura sicuramente non era da meno visto che sapeva a memoria passi della Divina Commedia, La Bibbia e classici internazionali.

Anche l’opera lirica era gradita visto che ogni tanto fischiettava qualche aria.

Ma nel suo campo particolare, la pittura, penso non si sia perso niente, e come aveva dichiarato in una intervista fatta nel suo studio a una giornalista, i suoi ispiratori erano oltre che al compaesano Modigliani, erano Kandinsky e Paul Klee di cui apprezzava lo studio sul colore.

A proposito di Paul Klee, Neri, nello studio appeso al muro teneva ben in vista questo disegno.

(continua)

 

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. amor436926
    Giu 12, 2012 @ 20:32:01

    A dire il vero non ce ne sono molti di paesaggi, nello studio di questi non ne aveva più, in quegli anni, se la memoria non mi inganna, andavano a ruba nei mercati dei paesi confinanti con la Svizzera, sicuramente nella zona della Svizzera Italiana qualche famiglia li avrà ancora in casa…. chissà??
    Spero che tu intendi gli Acquerelli…. e sarà il prossimo capitolo, quelli si ce né parecchi, ma non posso metterli tutti.
    Angelo

    Rispondi

  2. dindi
    Giu 12, 2012 @ 17:04:15

    arrivano i paesaggi…che belli!

    Rispondi

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