Musica Classica, Spot e Film

Inno alla gioia

La Nona sinfonia in Re minore, Op. 125 è l’ultima sinfonia composta da Ludwig van Beethoven.
Fu completata nel 1824 e nell’ultimo movimento include parte dell’Ode An die Freude (Inno alla gioia) di Friedrich Schiller, cantata da solisti e coro. La sinfonia è una delle opere più note di tutta la musica classica ed è considerata uno dei più grandi capolavori di Beethoven, composta quando era completamente sordo.
Il quarto movimento della musica (strumentale) è l’inno ufficiale dell’Unione europea.

Questo filmato che ci ha mandato Dindi, lo ritengo un ottimo sistema per una pubblicità intelligente.

Le concert

 Il concerto è un film importante perché racconta la storia della condizione esistenziale degli ebrei in Russia durante il regime totalitarista di Brežnev. La trama del film Il concerto è centrata sulla vicenda di Andrei Filipov (Aleksei Guskov), noto direttore dell’ orchestra russa Bolshoi. Andrei viene deposto dalla politica di Brežnev perché si rifiuta di licenziare i musicisti della sua orchestra composta principalmente da ebrei. Questo dramma si complica quando Andrei ha la possibilità di rimanere al Bolshoi solo come uomo delle pulizie e quindi non gli viene più riconosciuta la sua bravura come musicista. Una sera, dopo 30 anni dal suo allontanamento forzato dalla musica, mentre pulisce l’ ufficio del direttore,  Andrei ha un’ idea folle alla vista di un fax con il quale il Théâtre du Châtelet invita
l’ orchestra del Bolshoi a suonare a Parigi. Andrei si impossessa di nascosto dell’ invito e riunisce i vecchi componenti della sua orchestra e li conduce nel teatro francese per suonare il “Concerto per violino e orchestra di Tchaikovsky”.

La musica, il concerto e la vita riprenderà da dove il regime li aveva interrotti.

Questo è il pezzo finale del film, ma se uno ha la costanza di vederselo tutto, nei vari “flashback” del filmato capisce il rapporto tra il Direttore d’orchestra e la violinista.
Ma logicamente il film andrebbe visto proprio tutto, ne vale la pena.

Dindi mi ha segnalato un’altro bel film “Anonimo Veneziano”  basato su un’altrettanta aria celebre questa la trama:

Enrico è un oboista della Fenice di Venezia che non è riuscito a diventare il grande direttore d’orchestra che sperava. Dopo aver appreso di essere ammalato di un tumore incurabile, decide di rivedere la sua ex moglie con cui ha avuto anche un figlio e la invita a Venezia, senza rivelarle però di essere malato.

Lei, Valeria, acconsente nonostante il timore che la richiesta possa rivelarsi un tentativo di riconciliazione o, peggio, un ricatto nei confronti del suo nuovo marito, un uomo maturo e benestante di Ferrara con cui lei ha costruito una nuova famiglia.
Enrico e Valeria trascorrono la giornata girovagando in una Venezia splendida ma profondamente malinconica e decadente e, alternando furiosi alterchi a teneri momenti, rivivono i bei tempi passati insieme. Lei capisce di amare ancora Enrico e quando questi le confida di essere ammalato e di avere ancora poco da vivere, Valeria gli si concede un’ultima volta, nella consapevolezza che oramai è troppo tardi per tornare indietro e cambiare il corso delle loro vite.

Alla fine del film, quando termina la giornata, i due si congedano consci che non ci saranno altre occasioni per rivedersi. Mentre lei si allontana di corsa e in lacrime dalla chiesa sconsacrata trasformata in studio di registrazione, Enrico dirige con passione un’orchestra di studenti nel secondo movimento (Adagio) di ciò che nel film chiamano « Concerto in Do minore per oboe, archi e basso continuo di Benedetto Marcello » – in realtà Concerto in Re minore per oboe, archi e basso continuo di Alessandro Marcello, fratello più vecchio ma meno famoso di Benedetto.

Questo il finale del  film.

Altra segnalazione di Dindi, Incantesimo (film 1956) con Tyrone Pover e Kim Novak

La trama è lunga e complessa chi la vuol leggere vada qui in Wikipedia

http://it.wikipedia.org/wiki/Incantesimo_(film_1956)

La musica che lui accenna all’inizio di questo filmato è il “Notturno di Chopin”

E in questo filmato c’è tutto il Notturno.

CASA RICORDI  (1954)

E’ la biografia di come è nata la “Ricordi” casa discografica. (film per amanti dell’opera)

Durante il periodo napoleonico, uno stampatore milanese, di nome Ricordi, i cui affari non sono molto prosperi, compera un nuovo torchio. Il comandante della piazza gli ordina di stampare alcuni manifesti e il Ricordi domanda ed ottiene, come ricompensa, la cessione dei vecchi spartiti musicali che marciscono nei magazzini della Scala. Egli incomincia a stampare spartiti musicali e dà inizio così all’attività della celebre Casa, che sarà continuata dal figlio, natogli in quei giorni, e dai successori di questo. La storia dei Ricordi si unisce nel film a quella della lirica italiana del periodo aureo: tra i musicisti vengono presi in particolare considerazione: Rossini, Donizetti, Verdi e Puccini. Di questi si narrano le relazioni con Casa Ricordi, mentre vengono rievocati alcuni episodi della loro vita e vengono presentate scene e melodie delle opere più celebri. Ma la storia di Casa Ricordi non è giunta ad un punto fermo, essa continua tuttora: il film si chiude infatti con l’incontro con un nuovo musicista.

In pratica un film con molti spezzoni di Opere. Queste quelle che ho trovato:
dalla Boheme (mi chiamano Mimì)


E dall’ Otello

AMADEUS  (La breve vita del Grande MOZART) 

Nella Vienna di Giuseppe II, figlio di Maria Teresa d’Austria, arriva Wolfgang Amadeus Mozart. Lo presenta Salieri, musicista di corte, rispettato e apprezzato ovunque. In breve tempo Mozart, con il suo immenso talento suscita grandi entusiasmi, ma anche inimicizie e gelosie. Salieri, che conosce i limiti della propria professionalità musicale, comincia così a nutrire verso di lui un autentico odio. Ne ammira l’arte ma deplora il suo comportamento insolente e il suo linguaggio sboccato. Ma Mozart sembra trionfare anche nell’animo del Sovrano, mentre Salieri, roso dall’invidia, giura a se stesso che non avrà pace finché non vedrà il rivale morto. Nonostante i grandi successi, Mozart alla fine della sua breve vita si trova povero e abbandonato dalla moglie Costanza. Accetta di comporre un Requiem che detterà allo stesso Salieri perché troppo malato. Tutto questo viene raccontato dallo stesso Salieri chiuso in un cronicario, ormai vecchio e senza pace.

Questo è uno spezzone del film dove Mozart detta la “Messa da requiem”

Questa è il pezzo dettato completo, forse sentita mentre la detta nel film fa un certo effetto perchè è in punto di morte, tutta l’opera è ritenuta un Capolavoro ma non è il mio genere, anche considerato che dura oltre un’ora.

Ora passiamo a due pezzi “Forti” se si possono chiamare così della Musica Classica:

La Cavalcata delle Valchirie di Wagner  e il pezzo “O Fortuna” dai Carmina Burana musicati da Carl Orff

La Cavalcata delle Valchirie

La Cavalcata delle Valchirie (in tedesco: Walkürenritt) è un celebre brano presente all’inizio del terzo atto de La Valchiria di Richard Wagner. Il tema principale fu scritto originariamente il 23 luglio 1851. Un abbozzo preliminare fu composto nel 1854 come parte di composizione di tutta l’opera che fu orchestrata completamente dalla fine del primo quarto del 1856. La Cavalcata delle Valchirie è senza dubbio il brano musicale più conosciuto di Wagner, e si distingue particolarmente per i suoi riferimenti nella cultura popolare, essendo usata come stereotipo della Grand opéra, e soprattutto viene abbinata a tutto ciò che è attinente all’arte della guerra.

Se agli appassionati del genere era conosciuto, ai più è stata fatto conoscere tramite il film “Apocalypse Now” nella scena in cui si vede l’attacco americano di una pattuglia di elicotteri a dei villaggi vietnamiti. La scena è molto cruenta chi la vuol vedere deve andare su YouTube.  

http://youtu.be/QcvdvnSMk1M

Il brano completo è questo.

O FORTUNA  (CARMINA BURANA)

I Carmina Burana sono testi poetici contenuti in un importante manoscritto del XIII secolo, il Codex Latinus Monacensis o Codex Buranus, proveniente dal convento di Benediktbeuern (l’antica Bura Sancti Benedicti fondata attorno al 740 da San Bonifacio nei pressi di Bad Tölz in Baviera) e attualmente custodito nella Biblioteca Nazionale di Monaco di Baviera.
Nel 1937, il compositore tedesco Carl Orff musicò alcuni brani dei Carmina Burana, realizzando un’opera omonima. Orff scelse di comporre una musica nuova, sebbene nel manoscritto originale fosse contenuta una traccia musicale per alcuni dei brani.

La prima rappresentazione fu l’8 giugno 1937 a Francoforte sul Meno. La prima rappresentazione italiana invece si tenne al Teatro alla Scala in Milano il 10 ottobre 1942.
“O fortuna”  Viene inserito anche nei Carmina Burana musicati da Carl Orff come verso di apertura e chiusura del ciclo ed è senza dubbio il brano più celebre della composizione.

Nella versione di Orff è diventato molto popolare, a tal punto che viene inserito in numerosi film e vari programmi televisivi, in momenti in cui una situazione appare drammatica.

Appunto per questo impossibile elencare i numerosi film e spot in cui è stato inserito.

Passiamo ora a una musica più leggera associata a un film dai toni forti, la musica è di Antonio Vivaldi e il film  Kramer contro Kramer.

Vivaldi è sicuramente più conosciuto per le famose “Quattro stagioni” che per questo “Concerto per mandolino RV425”.

Kramer contro Kramer (Kramer vs. Kramer) è un film del 1979 diretto da Robert Benton, tratto dal romanzo del 1977 Kramer vs. Kramer, scritto da Avery Corman e vincitore di cinque Oscar, di quattro Golden Globe e tre David di Donatello. È la storia di un divorzio e del suo impatto sulle persone che vi sono coinvolte, a cominciare dal figlio della coppia. E’ interpretato da Dustin Hoffman, Meryl Streep e Justin Henry nella sua prima apparizione cinematografica.

Il Trailer del film era questo

La Musica completa questa

Elvira Madigan

Elvira Madigan, alias di Hedvig Antoinette Isabella Eleonore Jensen (Flensburg, 4 dicembre 1867 – Tåsinge, 20 luglio 1889), è stata una artista danese di origine tedesca, di professione acrobata di circo.
Morì in drammatiche circostanze in seguito ad un amore disperato e la sua vicenda è stata raccontata nel film svedese omonimo del 1967 – appunto, Elvira Madigan – diretto dal regista Bo Widerberg e premiato come miglior film straniero al National Board of Review Awards 1967.
La colonna sonora del film include l’andante dal Concerto per pianoforte e orchestra n. 21 K 467 di Wolfgang Amadeus Mozart, conosciuto come tema da “Elvira Madigan” 

La Musica


Il film Elvira madigan

Il Pianista

Il pianista (The Pianist) è un film del 2002 diretto da Roman Polanski, tratto dal romanzo autobiografico omonimo di Wladyslaw Szpilman. Il film ha vinto la Palma d’oro al Festival di Cannes nel 2002.   Si tratta del racconto di quanto vissuto dal pianista ebreo Wladyslaw Szpilman dallo scoppio della seconda guerra mondiale con l’invasione della Polonia da parte delle truppe tedesche, l’occupazione di Varsavia, la creazione del ghetto, la vita e la sopravvivenza nel ghetto e la sua fuga e sopravvivenza fuori dal ghetto, fino alla liberazione della città da parte dell’Armata Rossa.

Il film parlando appunto di un pianista include questi pezzi di Chopin

Chopin ballata n°1

Notturno

Figli di un Dio minore (Children of a Lesser God)

New England. In un Istituto per sordi arriva un nuovo insegnante. È James Leeds, un giovane i cui metodi non piacciono molto sulle prime al direttore. Ma Leeds ha una facile presa sugli assistiti e i primi risultati riabilitativi si vedono presto. Nell’istituto c’è anche Sarah Norman, sorda praticamente dalla nascita che, accolta durante l’infanzia, è poi rimasta e si occupa delle pulizie. A differenza di molti dei sordi cresciuti nell’istituto, Sarah si rifiuta di parlare. Nonostante ciò è una donna intelligente e bella e Leeds se ne innamora. La madre di lei vive lontana e non ama molto la figlia, poiché la sfortuna di quest’ultima ha determinato, quando era bambina, l’abbandono del marito. Il rapporto tra Sarah e James si fa intenso e lei va a vivere nella casa di lui; ma Sarah ha un carattere non facile ed una personalità eccezionale: essa non cerca la pietà, vuole essere capita per quello che può valere, mentre teme sempre, nell’intimo, di non farcela in nulla. Ad un certo momento ella fugge presso la ma
dre che l’accoglie e conforta, ma il richiamo di Leeds che ha bisogno di lei è troppo forte. E Leeds stesso capirà che, anche con l’amore più grande, gli occorrono umiltà e pazienza e che dovrà rispettare quella persona straordinaria, alla quale in fondo basta il silenzio per amare e per proteggere una fierezza innata.
Bach Concerto per due violini

 

Il concerto completo

 



Schlumbergera

Questa in particolare è la Schlumbergera x Buckleyi, nome impronunciabile che ho rintracciato in internet dopo anni che ho questa pianta. Questi i dati trovati su Wikipedia.

La Schlumbergera è una pianta della famiglia delle cactacee originaria dell’America tropicale e più precisamente del Brasile; appartiene al genere “cactus epifiti”; le sue poche specie sono tutte facilmente coltivabili ed hanno una fioritura molto intensa e diversificata stagionalmente.
Ha steli piatti a fusto che si susseguono fino a formare un ramo e che fioriscono prevalentemente in primavera (eccetto alcune sottospecie che fioriscono fra l’autunno e l’inverno), tanto da farla definire cactus di Pasqua.
Nel tipo più affine allo zygocactus fiorisce, per converso, nel periodo che precede il Natale e perciò è detta anche cactus di Natale.

La sua coltivazione avviene in terra porosa e umida con l’aggiunta di torba e foglie in parti uguali.

Bella pianta d’appartamento, non deve essere esposta al sole diretto ma vuole allo stesso tempo piena luce e per questo la sua fioritura massima la raggiunge solo in serra; le innaffiature dovranno essere moderate fino alla comparsa dei boccioli e più intense alla fioritura.

In autunno ed in inverno dovrà essere messa a riposo a temperatura tra i 16 e i 5 °C con scarse annaffiature; è molto importante il riposo invernale se si vorrà avere in primavera una folta fioritura.

La moltiplicazione avviene staccando uno stelo piatto alla giuntura e messo a radicare in sabbia e torba; si avrà poi cura di spruzzare saltuariamente solo un po’ di acqua per evitare che l’acqua depositi e di conseguenza il germoglio marcisca.

Di solito non mi faceva una gran fioritura, nel mio piccolo appartamentino non c’è molta luce, quest’anno si vede che ha fatto una primavera giusta e un mesetto fa ha cominciato a mettere boccioli e a fiorire.

Avendola a portata di mano sono riuscito a fotografare la fase della fioritura di un singolo bocciolo e in fondo una sorpresa….. buona visione.

Aldo Neri – I quadri a olio – Fine

La pittura a olio

 

Il quadro a olio di Aldo Neri nasceva innanzitutto come detto da un suo disegno, e come diceva lui, il quadro prima di farlo lo devi già avere nella mente come viene finito, inoltre mi citava un detto di Picasso; il quadro si fa da sé, appendilo al muro, cominciane un altro, ogni tanto dagli un’occhiata….

Diversamente dai quadri anni 60’ ora i dipinti sono: olio a “velatura” cioè una serie di sovrapposizioni di colori sino ad arrivare al colore desiderato. Con questo sistema ci vuole molto tempo prima di finire un quadro, ed è per questo che ne incominciava diversi per aver sempre almeno un quadro da portare avanti.

Con le velature si ha la possibilità di trovare molti più gradi di sfumature e ottenere una maggior gamma cromatica, ciò perché sovrapponendo più velature si può gradualmente giungere al tono preferito, il lavora però è  lungo e laborioso. Nel primo filmato parla di cosa diceva Picasso, nel secondo si parla di arte. 

I Quadri

1947 – Pietà

2° Classificato al “Premio Bergamo di arte sacra” al 1° posto risultò Guttuso

  

 1948 – Clowns                                              1948 – Clowns con fiore

   1948 – Natura morta

        1965 – Colline sul laghetto

1969 – Il sogno

 

1970 – Cocci                                         1978 – Composizione di oggetti

1978 – Immagini in cerca di giustificazione

1979 – Case d’inverno

1979 – Schema di paesaggio

  

1980 – Arlecchino con gatto                      1982 – Arlecchino

 

1982 -Figura teatrale                                  1983 – Teatrino

1984 – Paesaggio industriale

 

1984 – Teatrino                         1989 – Tre palle un soldo  

 

1991 – Bacco                                                      1991 – Recita

 

1991 – L’occhio dell’artista                 1995 – La chioma di berenice

1993 – Il marinaio

    1993 – Il marinaio

 1994 – L’uccello di fuoco      

           1995 – Madonna

1995 – Sbarco su un’isola sognata

Questo quadro si trova a Venezia

1996 – Teatrino n.3

1997 – Paesaggio Livornese

Questo lo ha dipinto appositamente per me.

1997 – Studio di nudo

1999 – Composizione

1999 – Furbetta (nei disegni c’è la bozza)

2000 – Giasone e Medea

2000 – La compagna misteriosa

2000 – Predizione

2000 – La prima donna

2001 – Costruttori

2001 – Spaventapasseri ospitale

2001 – Spettacolo

Scorcio dello studio

In questo piccolo filmato si possono vedere due quadri, La chioma di Berenice e Il Marinaio, quest’ultimo deve aver colpito in modo particolare il maestro in quanto ne ha fatte 3 versioni. Viene inquadrata pure la tavolozza, queste alla fine dell’uso sembravano quadri moderni, per questo le conservavo e con l’aggiunta di pennelli usati e tubetti di colore vuoti ho fatto dei quadri.

“La chioma di Berenice” prima di essere il nome di una costellazione; era una meravigliosa capigliatura appartenuta alla regina Berenice, sposa di Tolomeo III Evergete, la quale offrì alla dea Iside la sua chioma in cambio della salvezza del marito partito per la guerra.
Il marinaio (Dramma statico in un quadro) è un’opera dello scrittore portoghese Fernando Pessoa.Il dramma venne composto da Pessoa in una sola notte fra l’11 e il 12 ottobre del 1913.

Tavolozze e pennelli usati dal Maestro.

Conclusione

 

Terminano qui i miei ricordi di Aldo Neri, sicuramente lacunosi, ma  gli dovevo questa piccola biografia se non altro per l’amicizia che ci ha legati per un decennio e per la sua generosità.

Voglio solo fare una piccola citazione sugli affreschi fatti all’oratorio di Sacconago (rione di Busto Arsizio), suoi i disegni e sotto la sua direzione hanno collaborato altri prof e studenti del locale Liceo Artistico; purtroppo questi lavori per incuria sono andati distrutti, sono rimaste le foto dell’imponente  lavoro svolto.

Vista complessiva

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Una foto del maestro con me’ a destra e al centro il signor Farina (grafico)

Fine

Aldo Neri – Disegni

Il Pensionamento 

Non so di preciso l’anno del suo pensionamento, ma penso che abbia lasciato l’insegnamento per raggiunti limiti di età a 70 anni, pertanto nei primissimi anni 80’.

Pensionato per la scuola, ma non per l’arte, infatti affitta un locale e ne fa il suo studio di pittore, ora che ha più tempo libero intensifica il suo lavoro e come vedremo la fantasia non manca.

La sua giornata è scandita da orari ben precisi, visto che si corica presto la sera, il mattino si sveglia prestissimo (5.30/6), un paio d’ore le dedica nel suo angolo casalingo e far disegni, per le 8 è nel suo studio che è appena fuori città e rientra per l’ora di pranzo.

Nel pomeriggio quando non ritorna allo studio, un po’ di riposo e ancora disegno, ma verso le 18 non manca mai il solito giretto nelle vie del centro.

 

Il Disegno

Il disegno per Neri era fondamentale, la maggior parte era la prima idea per un eventuale quadro ad olio, altri erano disegni fine a se stessi che venivano anche colorati a pastelli, chine colorate, pastelli a olio e qualcuno acquerellato.

Usava gli album da disegno che usano di solito gli studenti, di cui usava pure il retro della copertina  mentre il fondo di cartone più spesso, lo usava per piccoli quadretti a olio.

Ma qualsiasi carta gli andava bene, mi diceva che non sopportava di vedere un pezzo di carta vuoto, doveva riempirlo con la sua immaginazione.

 

1970 – Roselline                                        1970 – Figure

 

1974 – Giullare                                                      1974 – Rose

 

1976 – Adolescente                                     1977 – Bambinata

 

1979 – Donna e galletto                                      1980 – Donna con cappello

 

1984 – Nudo di tre quarti                    1987 – Armonia

 

1992 – Bel faccino                                     1994 – Carnevalata

 

1994 – Figure masai                                                       1996 – Furbetta

 

1998 – Cu Cu                                            1999 – Romantico

 

2000 – Gatto                                       2000 – Uccelli e pesci

 

2002 – Felicità                                         2002 – Georgico

 

2002 – La collona di Nguru Nguru         2002 – Nel bosco

Aldo Neri-Acquerelli (le opere)

Questi sono alcuni suoi acquerelli sono  messi  per anno così da poter vedere come nel tempo anche con questo tipo di pittura Neri era sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, si potrà pure vedere come negli ultimi anni l’acquerello era ridotto all’essenziale.

Immagine

1968 – Brughiera

1970 – Campagna a Forzano

1979 – Terre incolte

1979 – Natura selvaggia

1980 – Frutteto

1981 – Dosso alberato

1981 – Rocce e verde

1983 – Casa a Salviano

1984 – Nubi basse

1984 – Paesaggio a cielo bianco

1985 – Argine alberato

1986 – Alberi disordinati

1986 – Discarica

1989 – Riva degli Etruschi

1989 – Riva degli Etruschi

1992 – Paesaggio a cielo bianco

1993 – Giornata afosa

1994 – Collinette alberate

1994 – Marina con alberi

1995 – Alberata

1997 – Litorale labronico

1998 – Mar tirreno

1999 – Mattinata minacciosa

1999 – Boscaglia

1984 – Paesaggio di sogno

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